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Storia del Napoli
Le origini

La prima squadra calcistica a Napoli nacque nel 1904 per iniziativa di un inglese che lavorava in un'agenzia marittima napoletana, William Poths, e di un ingegnere napoletano, Emilio Anatra. La squadra si chiamava Naples. Nel 1912 i napoletani si staccarono dagli inglesi fondando per loro conto un'altra squadra, l' U.S. Internazionale. Nel 1920, per esigenze di carattere finanziario, Naples ed Internazionale si fusero dando vita alla Internaples, che scelse la maglia azzurra, attualmente il colore sociale del Napoli.

Gli anni venti e trenta
Nel 1926 il Napoli si iscrive al campionato di serie A, girone A. Però la squadra parte male e, nel 1926-27, si classifica ultimo con 1 punto. La situazione nell'anno successivo non migliora e il primo presidente del Napoli, Giorgio Ascarelli, è costretto a dimettersi ma tornerà alla guida del Napoli nella stagione 1928-29 prima di morire per un malore a soli 36 anni. Il primo grande talento del Napoli è stato Attila Sallustro, che è stato un personaggio importante del Calcio Napoli. Infatti nel 1928-29 Sallustro segna 22 gol in 28 partite. Il Napoli in quell'anno si classifica ottavo. Nel 1929-30 fu introdotto il girone unico con l'arrivo del nuovo allenatore Willy Garbutt, dell'attaccante Antonio Vojak, del portiere Cavanna e della mezzala Mihalic. I risultati sono ottimi e il Napoli arriva quinto dietro all'Inter, al Genoa e alle torinesi. Nel '30-'31 il Napoli arriva sesto e l'anno dopo arriva nono con Sallustro convocato in nazionale. Nel '33 i partenopei arrivano terzi e anche l'anno dopo arrivano terzi e la squadra accede alla Mitropa Cup con il Napoli che affronta l'Admira Vienna ma viene eliminato. Nel '35 il Napoli è ottavo e il 15 marzo 1936, l'armatore Achille Lauro diventa il nuovo presidente del Napoli. Nella seconda metà anni trenta il Napoli non sta molto bene e vivacchia a centro classifica. Intanto si registra l'addio al Napoli di Attila Sallustro, che chiuse la carriera nella Salernitana prima di ritirarsi.
 
 
 
Gli anni cinquanta
Nel dopoguerra Il Napoli prima arriva a metà classifica. Ma nel 1947-48 il Napoli retrocede in serie B per illecito sportivo; la squadra è nel caos ma due anni dopo il Napoli torna in serie A ottenendo anche il primo posto. Nel '50-51 muore il presidente azzurro Egidio Musollino, stroncato da un infarto e torna presidente Achille Lauro nell'aprile '52. In quell'anno il Napoli arriva sesto. Nel '52-53 Achille Lauro offrì 105 milioni, un record, per l'acquisto del talento svedese Hasse Jeppson. Il Napoli acquistò anche Vitali e il giovane argentino Bruno Pesaola, il "Petisso". In quell'anno il Napoli arrivò quarto dietro a Inter, Juventus e Milan. Il Napoli in quegli anni non riuscì a conquistare lo scudetto con le squadre del Nord sempre davanti a tutti. Nel 1955-56 il Napoli rischiò di retrocedere ma arrivò un nuovo talento: Luis Vinicio che nella stagione 1957-58 segnò 21 gol. L'anno dopo a Napoli arrivò un altro attaccante brasiliano, Del Vecchio che però era molto introverso e nel 59-60 Vinicio lascia il Napoli. In quegli anni a Napoli c'erano anche il portiere Ottavio Bugatti e Bruno Pesaola.

 

Gli anni sessanta

La stagione 60-61 si aprì con la cessione di Vinicio al Bologna. Gli azzurri partirono bene ma poi la squadra crollò e il Napoli retrocesse in serie B. L'anno dopo il Napoli tornò in serie A con l'arrivo di Pesaola che fece vincere al Napoli la coppa Italia. Nel 62-63 il Napoli è di nuovo in serie A e partecipa alla Coppa delle Coppe. Però il Napoli non si espresse bene ed arrivò un'altra retrocessione. In Coppa delle Coppe il Napoli riuscì ad arrivare ai quarti di finale, ma perse contro l'OFK di Belgrado. Gli azzurri restano in B per due stagioni e nel 1964-65 tornano in serie A. Nel 65-66 il Napoli acquistò Altafini e Sivori e fece un grande campionato, classificandosi al terzo posto dietro a Inter e Bologna; alla fine della stagione arrivò per i partenopei la Coppa delle Alpi. Nel 66-67 a Napoli arriva tra gli altri Ottavio Bianchi e la squadra si classifica in quarta posizione. Nel 67-68 il Napoli acquistò il portiere Dino Zoff e insieme a lui anche Bigon e Barison. L'allenatore Pesaola guidò un'ottima squadra che si classificò al secondo posto, anche se abbastanza lontano dal Milan campione. L'anno dopo Pesaola va alla Fiorentina e la situazione diventò difficile quando, in Napoli - Juventus, ci fu una rissa in cui Sivori insultò Heriberto Herrera e lasciò l'Italia e il calcio. Nel gennaio 69 Corrado Ferlaino acquistò il Napoli.
 

Gli anni settanta

Nei primi anni settanta la squadra sta a centroclassifica e nel 1972 Dino Zoff se ne va a Torino, sostituito da Pietro Carmignani. Nella stagione 72-73 il Napoli arriva al nono posto. In quell'anno debutta il giovane Giuseppe Bruscolotti. Nel 73-74 il Napoli, con Vinicio allenatore, si classifica al terzo posto. Nel 74-75 il Napoli acquista il grande Tarcisio Burgnich. Gli azzurri rimangono imbattuti nelle prime dieci giornate, ma nell'undicesima perdono contro la Juve per 6-2, ma il Napoli ritorna in lotta per lo scudetto prima di perdere ancora con la Juve per 2-1 con rete dell'ex Altafini. Alla fine i partenopei arrivano secondi dietro la stessa Juve. Nel 75-76 ci fu l'acquisto di Giuseppe Savoldi per la cifra record di 2 miliardi. Ma la squadra non fa una stagione esaltante e arriva soltanto quinta. Ma in quell'anno il Napoli conquistò la Coppa Italia. Nel 76-77 il Napoli non andò bene, classificandosi al settimo posto. In quell'anno il Napoli partecipò alla Coppa delle Coppe e arrivò fino in semifinale, con la sconfitta contro l'Anderlecht.
 

Primi anni ottanta

Nel torneo 80-81 il Napoli acquista l'olandese Ruud Krol dall'Ajax, mentre il nuovo allenatore è Rino Marchesi. Ma la squadra inizia male il campionato ma, successivamente, il Napoli riesce a risalire e a fine campionato si classifica al terzo posto, dietro a Juve e Roma. Prima del campionato 81-82 Corrado Ferlaino litiga con Antonio Juliano con quest'ultimo che decide di dimettersi. In quel campionato il Napoli arrivò quarto. Nell'82-83 il Napoli parte male e si ritrova all'ultimo posto in classifica; venne cacciato l'allenatore Giacomini e torna Bruno Pesaola, che alla fine riesce a salvare un Napoli allo sbando. In quel campionato il Napoli si classificò al decimo posto e tornò Juliano. Nell'83-84 il Napoli non riuscì a riprendersi e solo il ritorno dell'allenatore Rino Marchesi scongiura il pericolo di una retrocessione. Alla fine di quella stagione finisce a Napoli l'era di Ruud Krol.
 

Secondi anni ottanta

L'era di Diego Armando Maradona è stata stupenda e ricca di successi. Diego Armando Maradona era nato a Lanus e da sedicenne era un raccattapalle fino a quando, nell'intervallo di un incontro tra Argentinos e Boca, Diego entra in campo e inizia a palleggiare per tutti i 15 minuti dell'intervallo. La gente si entusiasma e inizia a incitare il giovanotto. A sedici anni Diego esordirà con la maglia dell'Argentinos, esibendosi in uno stupendo tunnel. Diego esordisce giovanissimo anche in nazionale ma il mister argentino lo esclude all'ultimo momento dai mondiali del 78. Nel 81 Maradona si trasferisce al Boca Juniors. Poi si trasferisce al Barcellona e partecipa ai mondiali dell'82 venendo anche espulso contro il Brasile per un fallaccio di reazione. Diego resta in Spagna per 2 anni subendo però molti infortuni e giocando poco. Ma nell'84 la coppia Ferlaino - Juliano lo portò a Napoli per la cifra record di 13 miliardi. In quell'anno Juliano, prima di andarsene, dà alla squadra anche il forte centrocampista Salvatore Bagni. Nella stagione 84-85 il Napoli arriva solo ottavo ma c'è grande fiducia ed euforia intorno alla squadra. L'anno dopo il Napoli arriva terzo dietro la Juve e la Roma. Alla vigilia della stagione 86-87 Ottavio Bianchi diventa il nuovo allenatore e la squadra viene rinforzata da Fernando De Napoli, Andrea Carnevale e il giovane Ciro Ferrara. Il 14 settembre il Napoli debutta a Brescia e vince con gol di Maradona. La Juve parte davanti ma il Napoli alla settima giornata raggiunge la Juve vincendo a Roma con gol di Dieguito. Il Napoli affronta la Juve e vince per 3-1 passando sola in testa alla classifica. Ma la Juve non si arrende e si inseriscono dalle retrovie anche Milan e Inter. Il Napoli è campione d'inverno e alla diciannovesima giornata gli azzurri portano il loro vantaggio a quattro punti sull'Inter. Il Napoli così riesce a mantenere il vantaggio sulle altre squadre e vince il suo primo scudetto davanti a Inter e Juventus. In quest'anno arriva anche la Coppa Italia. Il Napoli partecipa alla Coppa dei Campioni per la prima volta ma viene eliminato dal Real Madrid di Butragueno. I partenopei sembrano lanciati nel secondo scudetto nel 1987-88, ma la squadra viene battuta alla penultima giornata dal Milan, che lo supera e diventa campione d'Italia. Nella 1988-89 il Napoli vince la Coppa Uefa battendo lo Stoccarda in finale ed arriva secondo, lontanissimo dall'Inter campione. Dopo questo successo Albertino Bigon diventa il nuovo allenatore e la squadra vince il secondo scudetto davanti al Milan.
 

Gli anni novanta

La stagione 1990-91 è l'ultima di Diego Armando Maradona a Napoli. Il dopo Maradona è molto difficile e il Napoli ha molti problemi societari. Nel 1992-93 il Napoli arriva quarto lontanissimo dal Milan campione. Negli anni successivi la squadra vivacchia a metà classifica arrivando qualche volta in Coppa Uefa e perdendo una finale di Coppa Italia contro il Vicenza di Guidolin. Al termine del campionato 1997-98 il Napoli retrocede in serie B. Nel 98-99 il Napoli in B si classifica soltanto al nono posto e all'ultima partita di campionato nell'incontro Napoli - Cremonese si presentano 89 persone.
 

Il 2000

Il Napoli 1999-2000 è allenato da Walter Novellino. Il campionato inizia con un pareggio casalingo con il Ravenna con un rigore di Turrini. Alla terza giornata la vittoria con la Fermana per 4-0 con 2 gol di Stellone. Dopo 7 giornate il Napoli sale in quarta posizione ma all'ottava giornata perde a Treviso per 5-1. Ma poi si vince  con Savoia e Sampdoria. Alla 17°giornata la squadra vince col Genoa ma poi perde a Fermo e a Vicenza. Il Napoli vince alla 25° contro la Salernitana e la settimana dopo col Chievo. Il Napoli nel finale approfitta della difficoltà della Sampdoria e riesce a tornare in serie A con Schwoch capocannoniere con 22 reti. Nel 2000-01 Zeman diventa allenatore del Napoli e la squadra acquista, tra gli altri, Pecchia, Amoruso, Moriero, Fresi, Vidigal e Jankulovski. La squadra parte malissimo, 2 punti in 6 partite e Zeman viene esonerato; arriva Mondonico, che guida una squadra sempre nei bassifondi della classifica. Per cercare di risolvere la situazione il Napoli acquista il brasiliano Edmundo, che però getta scompiglio nella squadra e il Napoli torna in serie B. La situazione è dura e il Napoli apre il campionato in B in condizioni disastrose, con Ferlaino e Corbelli che iniziano a farsi la guerra. Ma alla 7°di campionato il Napoli vince a Terni e una settimana dopo si ripete contro il Cittadella. La squadra pareggia in casa prima con la Samp e poi col Vicenza, ma poi vince a Bari e si porta a 4 punti dalla zona promozione. Poi il Napoli fa due sconfitte consecutive in trasferta e torna in difficoltà. Ma poi gli azzurri fanno 7 vittorie e 2 pareggi nelle successive 9 partite e si portano a 3 punti dalla zona promozione, ma perdono a Vicenza e il ritardo torna di 7 punti. Intanto Corrado Ferlaino lascia il Napoli a Giorgio Corbelli e al nuovo socio Salvatore Naldi, che dopo un anno ne diventa il nuovo presidente.